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Terroir e denominazione

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La denominazione Champagne

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La Denominazione d'origine controllata (DOC)

La denominazione di origine controllata (in francese AOC - Appellation d'Origine Contrôlée) lega un prodotto alla sua origine geografica e lo sottomette a regole di produzione e di elaborazione. I prodotti riconosciuti come AOC sono l’espressione di un intimo legame tra produzione e terroir, realizzato e perpetuato grazie alle competenze degli uomini.

La valorizzazione del potenziale di un’area geografica

Le regole di una denominazione vanno ben al di là di una delimitazione geografica e coinvolgono ogni tappa della produzione. L’Institut national de l'origine et de la qualité (INAO) è il garante della denominazione.
Il terroir nel senso più ampio del termine, integra le componenti geografiche, pedologiche, climatiche, tecniche e umane e conferisce al prodotto la sua personalità.

Un complesso di regole da rispettare

Una denominazione fissa anche l’insieme delle condizioni di produzione che definiscono l’identità del prodotto:

  • norme d'impianto; 
  • norme sulla viticoltura; 
  • norme sulla vendemmia;
  • norme sulla pressatura; 
  • norme per ogni tappa del processo di elaborazione; 
  • norme sul confezionamento.

Le regole della AOC Champagne sono estremamente rigorose

Le principali regole della denominazione Champagne sono:

  • una zona strettamente delimitata;
  • vitigi autorizzati: chardonnay, pinot nero, meunier, pinot bianco, pinot grigio, arbane, petit meslier;
  • potatura della vite: Royat, Chablis, Guyot, Vallée de la Marne;
  • limite delle rese per ettaro;
  • resa alla pressatura;
  • titolo alcolometrico potenziale minimo al momento della vendemmia;
  • seconda fermentazione in bottiglia e affinamento sui lieviti per minimo 15 mesi per i non millesimati e 3 anni per i millesimati.

Queste regole sono costantemente migliorate

Sono state adottate nuove misure per migliorare ulteriormente la qualità. In particolare:

  • 1978: altezza, distanza e densità degli impianti (significativa densità di 8.000 ceppi per ettaro che prevede un debole carico di grappoli per ceppo, garanzia di una qualità ottimale), sistemi di conduzione e tecniche di potatura.
  • 1984: divieto di imbottigliare vini prima del 1° gennaio successivo alla raccolta.
  • 1991: Approvazione obbligatoria dei centri di pressatura. 
  • 1993: resa alla pressatura di 160 kg per 102 litri di mosto (invece di 150).

I punti di forza di una AOC (Congresso INAO)

“Una AOC è il risultato dell’unione tra l’ambiente naturale e il talento dell’uomo. È da questa unione che nascerà un prodotto AOC, dal carattere unico, inimitabile, un prodotto che grazie alla sua diversità, non potrà mai posizionarsi sul mercato in concorrenza ma in modo complementare. Un prodotto AOC possiede dunque una forte identità e una tipicità che gli conferiscono un valore aggiunto”.

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