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Viticoltura sostenibile

Riduzione degli input e gestione del rischio sanitario e ambientale

Questo primo punto riguarda principalmente i prodotti destinati alla protezione delle piante.

Proteggere la vite

Il ricorso ai prodotti per la protezione della vite, siano essi di origine naturale o di sintesi, è una necessità tecnica ed economica. La posizione geografica settentrionale del vigneto champenois, come per altri grandi vigneti nel mondo, lo rende particolarmente sensibile a causa del clima che favorisce lo sviluppo di malattie e di parassiti.

Investire in ricerca e sviluppo

Da oltre 20 anni il settore ha fatto ingenti investimenti in ricerca e sviluppo in questo campo..

I prodotti sono oggi utilizzati in modo responsabile e con cautela nel contesto della viticoltura sostenibile o biologica. Indipendentemente dal sistema prescelto, i principi guida sono gli stessi:

  • rispetto degli equilibri naturali e della profilassi (cure colturali preventive);
  • valutazione dei rischi (monitoraggio meteo, consultazione delle avvertenze, monitoraggi per particelle, attenta valutazione delle soglie d'intervento);
  • scelta dei prodotti meno pericolosi per l'uomo e per l'ambiente (per esempio scelta di prodotti di origine esclusivamente naturale in viticoltura biologica);
  • controllo delle applicazioni e in particolare della qualità della polverizzazione.

Strumenti di supporto decisionale

Nello specifico, per aiutare i produttori nell’applicazione pratica di questi quattro principi guida, il settore ha messo a punto numerosi strumenti di supporto decisionale:

  • standard tecnici (viticoltura sostenibile, trattamenti aerei);
  • guide pratiche;
  • rete di stazioni meteo automatizzate;
  • modelli epidemiologici;
  • sistemi di allerta via fax o web;
  • rete di monitoraggio (Magister);
  • software per la scelta dei prodotti;
  • opuscoli informativi

In via precauzionale, quando il rischio per la qualità dell’acqua o dell’aria è giudicato significativo, l’interprofessione giunge a sconsigliare ai viticoltori l’uso di alcuni prodotti, sebbene autorizzati a livello francese ed europeo.

Consulenti sul territorio

Una trentina di consulenti sono mobilitati su questo obiettivo. Percorrono sistematicamente il vigneto ogni settimana, animano riunioni nei comuni, organizzano dimostrazioni e siti pilota, rispondono a richieste telefoniche per sensibilizzare, seguire e sostenere i viticoltori in questo percorso.

Un bilancio postitivo

L’implementazione di queste azioni ha senza dubbio portato i frutti desiderati.
La quantità di prodotti fitosanitari impiegati è diminuita del 50% in 15 anni e si è reso più sicuro il loro impiego, anticipando ampiamente l’accordo francese sull’ambiente (Grenelle). Il calo riguarda in modo particolare i prodotti più pericolosi e quelli per i quali sussiste unelevato rischio di trovare residui nell’ambiente. Oggi quasi il 50% della quantità di prodotto applicato in Champagne è ammesso in agricoltura biologica. La Champagne è anche una delle regioni leader in Europa per lo sviluppo della tecnica biologia della confusione sessuale che permette di sopprimere quasi totalmente i trattamenti classici con insetticidi (nel 2013 più di 13.200 ettari erano protetti con questo metodo, quasi il 40% della superficie della denominazione).

La viticoltura biologica ha visto crescere le superfici di 5 volte in 10 anni, tuttavia il suo peso resta ancora limitato (1% del vigneto).

  • L'obiettivo del comparto è ormai quello di ampliare i suoi sforzi e raccogliere la sfida fissata in Francia dall'accordo Grenelle sull'ambiente, riducendo possibilmente del 50% i prodotti fitosanitari entro il 2018.

  • La filiera auspica anche la riduzione degli input azotati e intende promuovere ulteriormente lo sviluppo in corso della viticoltura biologica.

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